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March 30 ho imparato a sognareHo imparato a sognare, che non ero bambino che non ero neanche un'età Quando un giorno di scuola mi durava una vita e il mio mondo finiva un po' là Tra quel prete palloso che ci dava da fare e il pallone che andava come fosse a motore C'era chi era incapace a sognare e chi sognava già Ho imparato a sognare e ho iniziato a sperare che chi c'ha avere avrà ho imparato a sognare quando un sogno è un cannone, che se sogni ne ammazzi metà Quando inizi a capire che sei solo e in mutande quando inizi a capire che tutto è più grande C'era chi era incapace a sognare e chi sognava già Tra una botta che prendo C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò Ho imparato a sognare, Tra una botta che prendo C'è che ormai che ho imparato a sognare non smetterò March 29 ricordoNon lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo svanisca con le nuvole, ed è la mia perenne consapevolezza del passato che causa a volte il mio dolore. ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore, non scambierei i dolori del mio cuore con le gioie del mondo intero. March 22 totò e peppino a firenzeDi ritorno da Firenze, trasformata per l’occasione in un immenso set cinematografico all’aria aperta, ancora sento riecheggiare le grasse risate che facevano da sfondo alle scene di un opera straordinaria. Lo storico “dietro le quinte” al quale ho assistito è quello di Totò e Peppino a Firenze, remake di un celebre film del principe della risata trapiantato in riva all’Arno e riletto in chiave contemporanea. L’opera prima di un regista di sicuro avvenire quale Arturo De Gregorio sembra convincere proprio tutti, il film si farà ben apprezzare da un pubblico molto variegato e non potrà sicuramente essere snobbato dalla critica più esigente. Le sale italiane saranno contagiate, le risate non daranno tregua allo spettatore più impassibile. I due attori emergenti ai quali è stato affidato il pesantissimo compito di riecheggiare le movenze di due mostri sacri della commedia comica italiana sono Giuseppe Tizzani (in arte Peppino) e Antonio Persico (in arte Totò) che riescono nella maestria di ricalcare queste movenze appartenute al celebre duo senza mai cadere nella banalità e dimostrano grande originalità e collaudata tecnica maturata dopo una lunga gavetta in teatro. Naturalmente le scene di grande impatto sono numerose ma cercherò di raccontare quelle più rappresentative come quelle in cui la coppia alla ricerca della famosa bistecca fiorentina si imbatte in un personaggio locale che li porterà prima a compiere una serie di peripezie e poi ad una degustazione di un piatto piuttosto ambiguo che questi spaccerà per la nota pietanza locale. La prima scena da segnalare è quella nella quale Totò, alle prese con un moderno eurostar, finisce con l’essere l’unico viaggiatore in piedi e viene creduto venditore ambulante di bevande dai compagni di viaggio mentre Peppino, alle prese con un’avvenente fanciulla, non riesce ad istaurare una conversazione rivelando poi a fine corsa all’amico Totò che il nome della ragazza fosse Milano e cioè la destinazione finale del treno ovvero l’unica informazione distorta casualmente alla stessa fanciulla lungo il viaggio. Altra scena destinata a diventare un cult è quella nella quale Totò spiega con grande convinzione come il corso dello Po arrivi ad attraversare Firenze e renderla in virtù di questo conosciuta in tutto il mondo. Da repertorio sono le scene in cui Totò e Peppino sono alla ricerca disperata di un supermercato, facendo ricorso ad uno dei mezzi che negli ultimi tempi ha riscosso più successo tra i giovani e cioè il navigatore, i due protagonisti si improvvisano in “macchiette” d’altri tempi; l’uno nella divertente interpretazione delle coordinate fornite dal telefonino e l’altro dietro di lui con una mano sollevata goffamente verso al cielo alla ricerca di chissà quale segnale. Non possiamo poi dimenticare gli esilaranti versi dei due sotto la casa di Dante dove Totò chiede da quale finestra l’Alighieri abbia composto l’opera a suo avviso più rappresentativa e cioè “a Silvia” con il riecheggiare dei storici versi in chiave dialettale fiorentina. Il sicuro successo del film è stato anticipato da brevi video rubacchiati sul set che già circolano su molti cellulari, sarà compito degli autori poi, sulla scia di tale successo, ripetersi con un nuovo remake di un altro grande successo e cioè “Totò, Peppino e la malafemmina” per il quale sembra sia stata già arruolata una giovane promessa della famiglia Placido. |
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